Pastella alla birra per fritti (Fish and Chips): i segreti per una croccantezza estrema

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La frittura perfetta esiste. Non è un mito da chef stellati né un segreto custodito nelle cucine dei pub londinesi. È questione di tecnica, temperatura e di un ingrediente che molti sottovalutano: la birra. Una pastella ben fatta trasforma verdure, pesce e crostacei in bocconi croccanti fuori e morbidissimi dentro. L'aggiunta di birra artigianale all'impasto non risponde solo a una moda. Risponde alla chimica delle bollicine, alla reazione di Maillard e alla capacità dell'alcol di evaporare rapidamente lasciando una crosta areata e leggera. Il risultato è una pastella alla birra per fritti che scrocchia sotto i denti e non unge le dita.

Questo articolo nasce per chi cerca la croccantezza estrema con birra artigianale. Non troverete ricette improvvisate. Troverete spiegazioni tecniche, consigli pratici e una guida passo per passo per ottenere il fish and chips perfetto a casa vostra. La birra non è un optional. È il motore della croccantezza.

In questo post

La scienza dietro la pastella alla birra: perché funziona

La pastella alla birra è un sistema fisico prima che una ricetta. Tre elementi concorrono al risultato finale. Il primo è la carbonatazione. Le bollicine di anidride carbonica, intrappolate nell'impasto, si espandono a contatto con l'olio caldo. Creano micro-alveoli che rendono la crosta areata e fragrante. Il secondo elemento è l'alcol. L'etanolo evapora più velocemente dell'acqua, a circa 78 gradi. Questo permette alla pastella di asciugarsi rapidamente senza surriscaldare l'alimento all'interno. Il terzo fattore è la schiuma. Le proteine della birra, derivate dal malto, stabilizzano le bolle e contribuiscono alla struttura della pastella.

La reazione di Maillard fa il resto. Gli zuccheri residui della birra, a contatto con le proteine della farina e il calore dell'olio, innescano l'imbrunimento superficiale. Si forma una crosta dorata e croccante che sigilla l'alimento. L'umidità interna rimane intrappolata. Il pesce cuoce a vapore nella sua stessa acqua. Il risultato è un contrasto di consistenze che definisce la buona frittura.

La pastella per fish and chips si differenzia da altre pastelle per l'assenza di uova. L'uovo tende a rendere la crosta più compatta e meno fragile. La pastella britannica classica prevede solo farina, birra, sale e un pizzico di lievito chimico. Pochi ingredienti, ma ciascuno con uno scopo preciso. Il lievito chimico potenzia l'effetto della carbonatazione. Le bollicine si moltiplicano e la crosta guadagna in leggerezza. Una pastella ben eseguita deve risultare quasi evanescente al morso, per poi sciogliersi in bocca.

La temperatura dell'impasto è un aspetto spesso trascurato. La pastella deve essere fredda. L'ideale è prepararla con birra appena tolta dal frigorifero e riporla in frigo per una ventina di minuti prima dell'uso. Lo shock termico tra pastella fredda e olio bollente amplifica la formazione di vapore. La crosta si gonfia in modo vistoso. Il risultato è una superficie irregolare, piena di creste e bolle, che moltiplicano la percezione della croccantezza della frittura con birra.

Quale birra scegliere per una pastella croccante

La scelta della birra non è neutra. Ogni stile dona caratteristiche diverse. La lager chiara è la più usata nei pub britannici. Ha una carbonatazione vivace, un corpo leggero e un amaro contenuto. Funziona bene perché non copre il sapore del pesce. Ma se volete una pastella con personalità, guardate oltre. Una American Pale Ale può regalare sentori agrumati e resinosi che esaltano il merluzzo. La nostra selezione include una American Pale Ale fresca e profumata, ideale per chi cerca una frittura dal carattere deciso.

Le birre più luppolate, come una Double IPA, introducono note di frutta tropicale e una spina amara che pulisce il palato. Attenzione però all'equilibrio. Un amaro troppo spiccato può risultare sgradevole con il sale della pastella. Assaggiate la birra prima di usarla. Se vi piace da bere, funzionerà anche nella frittura.

Le birre scure, come una Belgian dark strong ale, donano note di caramello e frutta secca. La pastella assume un colore più intenso e un sapore più complesso. Funziona benissimo con verdure fritte come cipolle e zucchine. La dolcezza dei malti caramellati contrasta con la sapidità della pastella. La crosta diventa più scura e croccante. Il nostro catalogo propone una Belgian dark strong ale che in pastella regala risultati notevoli.

Una curiosità arriva dal Belgio. Alcuni chef usano la Tripel per pastellare i crostacei. Le note speziate dei lieviti belgi si sposano con i gamberi e le mazzancolle. L'alcol più elevato della Tripel evapora in fretta. La crosta diventa leggerissima. Se avete in frigo una Tripel della nostra selezione, provatela in pastella. Il risultato vi sorprenderà.

Esistono anche birre più esotiche che meritano attenzione. Le birre agrumate o con aggiunta di scorze d'arancia sono perfette per il pesce. Una blanche con note agrumate può diventare la base di una pastella profumata. Per chi vuole approfondire le caratteristiche di questo stile, consiglio la lettura della nostra guida sulla birra bianca e le sue caratteristiche.

Gli ingredienti della pastella perfetta

La qualità degli ingredienti è decisiva. La farina deve essere una 00 debole, con un tenore proteico intorno al 9-10%. Le farine forti, ricche di glutine, sviluppano una maglia elastica che rende la pastella gommosa. Non è quello che cerchiamo. Vogliamo una crosta fragile. Setacciate la farina prima dell'uso per incorporare aria e eliminare grumi. Un gesto semplice che migliora la consistenza finale.

Il sale non va mai dimenticato. Oltre a insaporire, il sale rafforza la maglia proteica e aiuta la doratura. Usate sale fino marino. Scioglietelo nella birra prima di unirlo alla farina. L'integrazione sarà più uniforme. La proporzione ideale è di circa 8-10 grammi di sale per 200 grammi di farina. Aggiustate in base al vostro gusto e alla sapidità della birra scelta.

Il lievito chimico è un acceleratore di croccantezza. Basta mezzo cucchiaino per 200 grammi di farina. Non esagerate. Un eccesso di lievito lascia un retrogusto amaro e metallico. Alcuni cuochi aggiungono un cucchiaio di aceto di mele alla pastella. L'acido reagisce con il lievito producendo ulteriore anidride carbonica. La crosta si gonfia ancora di più. L'aceto non si sente nel gusto finale. Sparisce durante la frittura, ma lascia il suo contributo strutturale.

La temperatura della birra è un fattore critico. Usate birra fredda, intorno ai 4-6 gradi. Tenete la ciotola della pastella immersa in un bagno di ghiaccio mentre lavorate. Il freddo rallenta la formazione del glutine e mantiene la pastella fluida. Quando versate l'impasto nell'olio caldo, il contrasto termico genera una crosta immediata. L'olio non penetra nell'alimento. Il fritto resta asciutto.

Un segreto poco conosciuto riguarda il riposo. La pastella alla birra non deve riposare a lungo. Mezz'ora in frigorifero è sufficiente. Oltre, la carbonatazione si perde. Le bollicine si disperdono nell'impasto e la spinta lievitante si affievolisce. Preparate la pastella poco prima di friggere. Se dovete friggere in più mandate, mescolate delicatamente tra un'infornata e l'altra per ridistribuire le bollicine.

Per chi cerca spunti su come gestire al meglio la birra nella ristorazione, abbiamo scritto una guida sul food cost e le ricette replicabili in taproom. Un approfondimento utile anche per chi cucina in casa con criterio.

La ricetta del fish and chips con pastella alla birra

Ecco la ricetta che uso da anni, messa a punto con prove e assaggi incrociati. Gli ingredienti sono per quattro porzioni abbondanti.

Per la pastella

  • 200 g di farina 00 debole
  • 250 ml di birra chiara artigianale molto fredda
  • 8 g di sale fino marino
  • 1/2 cucchiaino di lievito chimico
  • 1 cucchiaio di aceto di mele (opzionale)

Per il pesce

  • 800 g di filetti di merluzzo fresco, spesso almeno 2 cm
  • Farina di riso q.b. per infarinare
  • Olio di arachidi per friggere, circa 2 litri

Preparazione

Setacciate la farina con il lievito e il sale in una ciotola capiente. Formate una fontana al centro. Versate la birra fredda a filo, mescolando con una frusta a mano. Lavorate con movimenti regolari fino a ottenere una pastella liscia e senza grumi. La consistenza deve essere simile a quella di una crema fluida. Aggiungete l'aceto se lo usate e mescolate ancora. Riponete la ciotola in frigorifero per venti minuti.

Nel frattempo, asciugate i filetti di merluzzo con carta da cucina. Il pesce deve essere ben asciutto, altrimenti la pastella scivola via. Tagliate i filetti in porzioni rettangolari di circa 8-10 cm di lunghezza. Infarinateli leggermente con farina di riso. Questo passaggio aiuta la pastella ad aderire. Scuotete l'eccesso di farina.

Portate l'olio a 175 gradi. Usate un termometro da cucina. La temperatura è sacra. Se l'olio è troppo freddo, la pastella assorbe grasso e diventa molle. Se è troppo caldo, la crosta brucia prima che il pesce sia cotto. Immergete ciascun pezzo di merluzzo nella pastella. Scolate l'eccesso e adagiate il pesce nell'olio con un movimento delicato. Non sovraffollate la pentola. Friggete al massimo tre pezzi per volta.

Cuocete per 5-6 minuti, girando i pezzi a metà cottura. La pastella deve gonfiarsi e assumere un colore dorato uniforme. Scolate su una griglia per mantenere la croccantezza e salate subito in superficie. Servite immediatamente, accompagnando con patatine fritte a bastone e una salsa tartara fatta in casa. Se volete osare, provate una maionese aromatizzata al luppolo. Per idee sugli abbinamenti con salse e contorni, consultate la nostra guida su quale birra bere con i fritti.

Calcolatore di dosi per la pastella

Usate questo semplice strumento per adattare le quantità al numero di commensali.



Tecniche di frittura per una doratura impeccabile

La frittura è una questione di dettagli. L'olio giusto è il primo. L'olio di arachidi è il migliore per il fish and chips. Ha un punto di fumo alto, intorno ai 230 gradi, e un sapore neutro. L'olio di girasole alto oleico è un'alternativa economica e valida. Non usate olio extravergine d'oliva. Il suo punto di fumo è più basso e il sapore copre tutto. La frittura risulterebbe pesante e amarognola.

La pentola conta. Deve essere capiente, con i bordi alti. Una pentola in ghisa smaltata mantiene la temperatura stabile. L'olio deve essere profondo almeno 8-10 cm. I pezzi di pesce devono galleggiare senza toccare il fondo. Se la pentola è piccola, l'olio si raffredda quando immergete il pesce. La pastella si impregna di grasso. Il fritto diventa unto e molle. Un termometro a sonda è un investimento minimo che fa la differenza.

La doppia frittura è una tecnica da ristorante che potete replicare a casa. Friggete il pesce a 160 gradi per 3 minuti. Scolatelo e fatelo riposare su una griglia. Poi alzate l'olio a 190 gradi e friggete per altri 2 minuti. La crosta diventa ancora più croccante. L'umidità interna resta intatta. Il pesce cuoce in modo uniforme. La doppia frittura è il segreto delle patatine perfette. Applicata al pesce, regala risultati da pub d'oltremanica.

Dopo la frittura, non adagiate mai il pesce su carta assorbente piana. Usate una griglia. La carta crea condensa sul lato inferiore. La crosta si ammorbidisce. La griglia permette all'aria di circolare. Il fritto resta croccante su tutti i lati. Salate subito appena scolato. Il sale aderisce alla superficie ancora calda e unta.

Per chi ama sperimentare, esiste anche la frittura in friggitrice ad aria con pastella alla birra. Il risultato non è identico alla frittura in olio, ma si avvicina. La pastella va spruzzata con un velo d'olio prima della cottura. La temperatura va impostata a 200 gradi per 12-15 minuti. La crosta risulta meno gonfia ma comunque gradevole. Un compromesso accettabile per una versione più leggera.

Errori da non commettere mai con la pastella alla birra

L'errore più frequente è la birra calda. Se usate birra a temperatura ambiente, la pastella perde la spinta termica. Le bollicine si sgonfiano prima di entrare nell'olio. La crosta diventa piatta e oleosa. Birra fredda, sempre. Tenete anche la farina in frigo mezz'ora prima se volete risultati estremi.

Il secondo errore è la pastella troppo densa. Una pastella spessa forma una crosta dura e gommosa. Deve velare il pesce, non coprirlo con uno strato spesso. Se la pastella fatica a colare dal cucchiaio, aggiungete un goccio di birra fredda. La consistenza ideale è quella di una crema inglese fluida. Cola lentamente ma si stende bene.

Il terzo errore è friggere a occhio. Senza termometro, la temperatura dell'olio è un terno al lotto. L'olio troppo freddo impregna. L'olio troppo caldo brucia. 175 gradi è la temperatura magica per il pesce. Per le verdure potete scendere a 170. Per i crostacei salire a 180. Ogni alimento ha la sua temperatura ideale.

Il quarto errore riguarda il sale. Salare la pastella prima della frittura è giusto. Ma il sale in eccesso può rompere le bollicine. Dosate con cura. Aggiungete il sale grosso in superficie solo dopo la frittura. La crosta rimane integra e scrocchia meglio.

Il quinto errore è la fretta. La pastella va preparata all'ultimo momento. Non fatela riposare ore. Non preparatela il giorno prima. La carbonatazione svanisce. Preparate la pastella mentre l'olio si scalda. Avrete la massima resa in termini di frittura croccante con birra.

Un approfondimento sulle corrette procedure di pulizia e sanificazione in cucina lo trovate nella nostra guida su pulizia e sanificazione. I principi sono validi anche per la cucina domestica.

Abbinamenti birrari per i vostri fritti

Il fish and chips si abbina naturalmente con la birra. La tradizione vuole una bitter inglese. Ma la birra artigianale italiana offre molte alternative interessanti. Una pilsner fresca e secca pulisce il palato dal grasso. Le bollicine fini spazzano via l'untuosità. L'amaro delicato prepara al boccone successivo. Una blanche con note agrumate dialoga con la pastella e il limone spremuto sopra il pesce. L'abbinamento risulta armonico e rinfrescante.

Le session IPA sono perfette per accompagnare fritture abbondanti. Hanno corpo leggero, amaro gestibile e una grande bevibilità. Non affaticano il palato. Permettono di bere e mangiare a lungo senza pesantezza. Per conoscere meglio questo stile, leggete il nostro articolo sulle Session IPA e le loro caratteristiche.

Se preferite un abbinamento per contrasto, provate una Belgian dark strong ale con le verdure fritte in pastella. La dolcezza maltata della birra incontra la sapidità della pastella e crea un cortocircuito piacevole. Le note di caramello e frutta scura avvolgono il palato. L'amaro contenuto non aggredisce. Un abbinamento audace ma riuscito.

Chi ama le birre luppolate può spingersi verso una IPA agrumata. I sentori di pompelmo e frutto della passione esaltano il pesce bianco. La spina amara taglia il grasso. L'abbinamento risulta verticale e pulito. La nostra selezione include diverse opzioni per gli amanti del luppolo. Potete scegliere in base all'intensità desiderata.

Per le occasioni speciali, allestite un angolo birra per eventi che permetta agli ospiti di scegliere la birra da abbinare ai vostri fritti. Se state organizzando una festa, valutate l'idea di installare uno spillatore per birra alla spina direttamente a casa vostra. L'impatto scenico è assicurato e la qualità della birra spillata al momento non ha paragoni.

Non dimenticate la manutenzione. Uno spillatore pulito fa la differenza tra una birra eccellente e una birra rovinata. Affidatevi a un servizio professionale di pulizia spillatore birra per garantire a tutti un'esperienza impeccabile.

Per chi invece vuole stupire con un dessert dopo il fritto, suggerisco la lettura della guida sui dolci a base di birra artigianale. Chiudere in dolcezza con un gelato alla birra o un tiramisù alla stout è il finale perfetto di una serata dedicata al luppolo.

Storia e curiosità sul fish and chips

Il fish and chips non è solo un piatto. È un pezzo di storia britannica che affonda le radici nell'Ottocento industriale. I primi negozi di fish and chips aprirono a Londra e nel Lancashire intorno al 1860. Erano gestiti da famiglie ebree immigrate dall'Europa orientale che portarono con sé la tradizione del pesce fritto in pastella. Le patatine fritte arrivarono più tardi, dall'influenza francese e belga. L'unione dei due elementi creò un pasto economico e nutriente per la classe operaia.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il fish and chips fu uno dei pochi cibi a non essere razionato dal governo britannico. Churchill lo definì "the good companions". Le code fuori dalle friggitorie erano un'immagine quotidiana. Il piatto rappresentava un conforto in tempi difficili. Ancora oggi, nel Regno Unito, si consumano oltre 380 milioni di porzioni di fish and chips ogni anno. Un numero che racconta la fedeltà di un popolo a un piatto semplice e genuino.

La pastella alla birra è una variante relativamente recente. La versione originale prevedeva una pastella di farina e acqua. L'aggiunta della birra si diffuse nei pub, dove la birra era a portata di mano. I cuochi notarono subito la differenza nella croccantezza. La birra divenne l'ingrediente segreto tramandato di generazione in generazione. Oggi molti chef considerano la pastella alla birra l'unica vera pastella per il fish and chips.

Anche in Italia la cultura del fritto di pesce ha radici antiche. Basti pensare alla frittura di paranza, tipica delle coste adriatiche e tirreniche. L'uso della birra nella pastella è un innesto recente, figlio della diffusione della birra artigianale in Italia. Oggi tanti ristoranti e pub propongono il fish and chips con materie prime italiane. Il merluzzo fresco, l'olio di arachidi e la birra artigianale locale creano un piatto che unisce tradizione britannica e qualità mediterranea.

Varianti creative della pastella alla birra

La pastella alla birra è una tela bianca. Potete aromatizzarla con spezie, erbe e agrumi. La paprika affumicata dona un colore caldo e un sapore deciso. Il peperoncino in polvere aggiunge una nota piccante che si sposa bene con i crostacei. Le erbe aromatiche tritate, come il timo e il rosmarino, profumano la pastella senza sovrastare il gusto del pesce. La scorza di limone grattugiata regala freschezza e si abbina perfettamente al merluzzo.

Per una pastella senza glutine, sostituite la farina 00 con una miscela di farina di riso e amido di mais. La proporzione ideale è 70% farina di riso e 30% amido di mais. La pastella risulterà leggermente più friabile ma comunque croccante. La birra senza glutine è ormai disponibile in molte varianti artigianali. Sceglietene una lager o una pale ale. Il risultato non vi farà rimpiangere la versione classica.

Un'altra variante interessante è la pastella alla birra con aggiunta di sesamo nero. I semini aggiungono croccantezza extra e un aspetto scenografico. La pastella con fiocchi di mais tritati è una trovata per chi ama le consistenze ruvide. I fiocchi creano una crosta irregolare che scrocchia a ogni morso. Provatela con le verdure di stagione.

Per i palati più esigenti, esiste la pastella con doppia birra. Una parte di birra chiara per la base, una parte di birra ambrata per il colore. Il mix crea una pastella dal colore dorato intenso e dal sapore complesso. Un trucco da chef che potete replicare facilmente a casa. Se avete dubbi su quali stili abbinare, la nostra guida su come scegliere la birra giusta per ogni occasione vi darà spunti utili.

Come conservare e riutilizzare la pastella avanzata

La pastella alla birra fresca è insuperabile. Ma se vi avanza, potete conservarla in frigorifero per qualche ora. Coprite la ciotola con pellicola a contatto. L'aria è nemica della carbonatazione. Prima di riutilizzarla, mescolate delicatamente. Le bollicine saranno meno vivaci, ma la pastella sarà ancora utilizzabile. Aggiungete un cucchiaio di birra fredda per ravvivarla.

Non congelate mai la pastella. Il congelamento rompe la struttura delle bollicine e separa l'acqua dagli altri ingredienti. Scongelando, otterrete un liquido acquoso con grumi di farina. Non c'è modo di recuperarla. Preparate sempre la quantità giusta per l'uso. Il calcolatore di dosi che trovate in questo articolo vi aiuterà a non sprecare nulla.

Se invece vi avanza pesce già fritto, potete conservarlo in frigorifero per un giorno. Riscaldatelo in forno a 180 gradi per 10 minuti. La pastella tornerà croccante abbastanza da essere gradevole. Il microonde è da evitare. Rende la pastella molle e gommosa. Il forno ventilato è l'unica opzione per ridare vita al fritto avanzato.

Per approfondire i metodi di conservazione degli alimenti in ambito brassicolo, leggete l'articolo sulla shelf-life e la differenza tra valore reale e teorico. I principi si applicano anche alla cucina casalinga.

L'importanza di una birra di qualità per la pastella

La birra che usate in pastella deve essere buona. Sembra un'ovvietà, ma molti pensano che la cottura copra i difetti. Non è così. La frittura concentra gli aromi. Una birra ossidata o con off-flavor regalerà note sgradevoli al piatto finale. Cartone bagnato, acetaldeide, diacetile: sono difetti che il calore non cancella. Scegliete birre fresche, conservate correttamente, da produttori che rispettano la catena del freddo.

La nostra selezione di birre artigianali è pensata per garantire freschezza e integrità aromatica. Ogni referenza arriva a casa vostra dopo un percorso che preserva le caratteristiche organolettiche. La filiera della birra artigianale è fatta di attenzioni che fanno la differenza. Dalla produzione al bicchiere, ogni passaggio conta. E quando la birra finisce in pastella, quei dettagli si sentono tutti.

Per chi vuole saperne di più sui difetti della birra e su come riconoscerli, segnalo la nostra guida sugli off-flavor della birra. Imparare a riconoscere un difetto vi aiuterà a scegliere meglio le birre da bere e da usare in cucina.

FAQ: domande frequenti sulla pastella alla birra

Posso usare una birra analcolica per la pastella?
La birra analcolica ha una carbonatazione minore e manca dell'alcol che favorisce l'evaporazione rapida. Il risultato è una pastella meno gonfia e croccante. Se volete provare, scegliete una birra analcolica molto gassata e aggiungete un pizzico extra di lievito chimico.

Qual è il pesce migliore per il fish and chips?
Il merluzzo atlantico è il classico. Ha carni bianche, sode e un sapore delicato. L'halibut è un'alternativa pregiata. La platessa funziona bene per porzioni più sottili. In Italia, il nasello o la coda di rospo sono ottime opzioni locali.

La pastella si può preparare senza glutine?
Certamente. Sostituite la farina 00 con una miscela di farina di riso e fecola di patate in proporzione 2:1. La pastella risulterà leggera e croccante. Accompagnatela con una birra senza glutine per un piatto completamente gluten-free.

Come faccio a sapere se l'olio è alla temperatura giusta senza termometro?
Immergete il manico di un cucchiaio di legno nell'olio. Se intorno si formano bollicine vivaci, l'olio è pronto. Potete anche gettare un cubetto di pane. Deve dorare in circa 40 secondi. Il metodo funziona ma il termometro resta più preciso.

Posso friggere con la pastella alla birra in friggitrice ad aria?
Sì, ma il risultato è diverso. Spruzzate la pastella con un velo d'olio prima di cuocere. Impostate 200 gradi per 12-15 minuti. La crosta sarà meno gonfia ma comunque croccante. La frittura tradizionale resta insuperabile per consistenza.


tl;dr

La pastella alla birra incarna la scienza della croccantezza: carbonatazione, alcol a rapida evaporazione e shock termico creano una crosta areata e leggerissima. Birra fredda, farina debole, olio a 175°C e pochissimo riposo. Il merluzzo va asciugato, infarinato e fritto per pochi minuti, poi servito subito su griglia. Con la birra giusta, il fish and chips diventa un piatto da pub gourmet.

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5 commenti

  1. Mai mangiato un fritto così leggero! Ho usato una lager artigianale e aggiunto paprika. Il trucco della griglia dopo la frittura è geniale, niente più unto sulla carta. Grazie!

  2. Sono un po’ scettico sulla doppia frittura: non rischia di seccare il pesce? Con il merluzzo fresco ho paura di rovinarlo. Qualcuno ha esperienze dirette?

  3. Io ho provato la doppia frittura come descritto ed è venuta benissimo, il pesce è rimasto morbidissimo dentro. Basta non superare i tempi indicati. Utilissimo il calcolatore per adattare le dosi quando ho ospiti!

  4. Approfitto per chiedere: che birra consigliate per delle verdure pastellate? Ho una Belgian dark strong ale in frigo e vorrei provare con zucchine e melanzane.

  5. Secondo me la Belgian dark strong ale è perfetta per le verdure, il caramello si sposa benissimo con la dolcezza delle zucchine. Io ho fatto anche la pastella senza glutine con farina di riso e una birra gluten-free, ed è venuta una favola. Complimenti per l’articolo!

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